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La capacità di inventare storie, creare con l'immaginazione i mondi possibili, intrecciare personaggi e situazioni fantastiche, assurde o verosimili è la premessa indispensabile per chi voglia scrivere, ma anche per chi semplicemente voglia avere uno sguardo creativo e quindi più profondo sul mondo.
L'invenzione di storie da infatti la possibilità di esprimere e moltiplicare le proprie fantasie, esperienze, emozioni, relazioni trasferendole dal proprio vissuto alla oggettivazione del racconto con le sue regole e la sua autonomia.
Tradurre la complessità del proprio mondo interiore in FABULA non è una attività riservata ai soli scrittori di professione, ma può essere praticata da tutti coloro che vogliano rafforzare la propria capacità autoespressiva, la loro relazione con la realtàe i suoi significati.
Il laortoo per inventare storie aperto a gruppi d persone (massimo trenta) con 5 incontri di tre ore ciascuno punta su due livelli di obiettivi:
a) la costruzione collettiva di una storia canovaccio destinata ad una eventuale drammatizzazione teatrale: nei cinque incontri, partendo da un input iniziale (parola chiave iniziale scelta casualmente- breve monologo - repertorio immagini...) il gruppo viene guidato attraverso una serie di associazioni consecutive alla definizione dei personaggi, delle situazioni e dei dialoghi principali dei cinque segmenti della storia fino alla conclusione finale;
b) la costruzione individuale da parte di ogni partecipante al laboratorio di un racconto scritto costruito sulla base di sollecitazioni emerse di volta in volta in cinque incontri laboratorio, sviluppato singolarmente e sottoposto all'editing di Paola Gaglianone e i collaboratori del Fab.
Nei cinque incontri del laboratorio si crea così un doppio binario di creatività : processi di animazione creativa attraverso immagini, gestualitò, parole, per creare il canovaccio della storia.
sperimentazione soggettiva delle strutture narrative di un racconto scritto (voce narrante, personaggi, dialoghi) atraverso suggestioni nate dalla creazione del canovaccio.
Il laboratorio, in cui convergono esperienze culturali diverse (dall'animazione di Mario Lodi, alle tecniche Gestalt alla psicolinguistica, allo strutturalismo) diventa oltre che un corso di scrittura creativa una vera palestra di allenamento alla creatività e alo sviluppo della fantasia narrante che ognuno di noi custodisce nel proprio linguaggio silenzioso e che ognuno può trasferire in racconto scritto.
Il laboratorio di storie diventa inoltre un punto di riferimento culturale per la conoscenza e lo sviluppo di tecniche dell'affabulazione organizzando incontri con le più importanti personalità nazionali ed internazionali del settore.
Per ulteriori informazioni puoi inviare un email all'indirizzo :
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Attualmente responsabile della sede romana del Gruppo Saggiatore, si occupa, in vari campi, della promozione del libro e della lettura.
Collabora da anni in Rai come consulente ed autore di rubriche culturali (Uno mattina, Casaraiuno, In famiglia).
Esperienze di radio con la rubrica La biblioteca ideale. Curatrice di eventi speciali (Ligabue alla Sapienza, Covatta alla Sapienza, Claudio Fava al Teatro Argentina…); responsabile editoriale, ha diretto la collana di narrativa della casa editrice romana Edizioni Associate.
Fondatrice de il “Il libro che non c'è ”; realizzatrice per Rai 3 del lavoro teatrale “La Follia di Giovanni”; ha realizzato nell'87 il progetto Costellazioni.
Ha ottenuto nel 90 un decreto del ministero della Pubblica Istruzione per la formazione insegnanti sulla promozione della lettura.
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